Come scrivere le schede prodotto di un e-commerce

Online il cliente non può toccare il prodotto. Può solo leggere e guardare. La scheda prodotto fa il lavoro del commesso: spiega che cos’è, a chi serve, come si usa e perché vale il prezzo. Se manca un’informazione, il cliente la cerca altrove.
Oggi la scheda ha anche altri lettori: i motori di ricerca, i marketplace e gli assistenti di intelligenza artificiale. Tutti premiano la stessa cosa: informazioni complete, chiare e vere.
Le parti di una buona scheda
Il titolo. Deve dire subito che cosa è il prodotto: marchio, tipo di prodotto, caratteristica principale, poi variante (colore, misura, quantità). Niente parole promozionali come “offerta” o “imperdibile”. Google, per i prodotti in vetrina nei suoi risultati, accetta titoli fino a 150 caratteri, ma ricorda che le persone di solito leggono solo i primi 70: le parole importanti vanno all’inizio.
I punti chiave. Poche righe brevi con i vantaggi concreti, uno per riga.
La descrizione. Qui vale ancora il consiglio di sempre: scrivi pensando a chi compra. Che problema risolve il prodotto? In quale situazione si usa? Che cosa lo distingue? Frasi semplici, il tono di voce del marchio, nessun aggettivo vuoto. “Impermeabile fino a una pioggia intensa” convince più di “sensazionale”.
I dati tecnici. Misure, peso, materiali, composizione, compatibilità, istruzioni di cura, contenuto della confezione. Meglio in tabella, nello stesso ordine per tutti i prodotti di una categoria: sono i dati che il cliente confronta e su cui funzionano i filtri del negozio.
Foto e video. Una foto principale pulita, poi i dettagli, il prodotto in uso, le proporzioni rispetto a qualcosa di noto. Un breve video aiuta per i prodotti da vedere in movimento o da montare. Le foto devono essere grandi abbastanza da poter essere ingrandite.
Le domande frequenti. Raccogli le domande che arrivano all’assistenza clienti e rispondi nella scheda: taglie, tempi di consegna, compatibilità, resi. Ogni risposta in pagina è un dubbio in meno al momento dell’acquisto.
I testi alternativi delle immagini. Ogni foto ha un breve testo che la descrive (“zaino blu da 20 litri, vista laterale con tasca per borraccia”). Serve a chi usa un lettore di schermo e aiuta Google a capire l’immagine. Google chiede testi utili e descrittivi, non elenchi di parole chiave.
Negozio proprio e marketplace: regole diverse
Sul tuo negozio online decidi tu struttura e lunghezza dei testi. Sui marketplace no: ogni canale ha i suoi requisiti, e una scheda che non li rispetta può essere corretta d’ufficio o non comparire nelle ricerche.
Qualche esempio dalle regole di Amazon:
- Titoli. Dal 21 gennaio 2025, per la maggior parte delle categorie il titolo non può superare i 200 caratteri, spazi compresi. Non può contenere caratteri come ! $ ? _ { } ^ (salvo che facciano parte del marchio) e non può ripetere la stessa parola più di due volte, esclusi articoli, preposizioni e congiunzioni.
- Immagini. La foto principale va su fondo bianco puro e il prodotto deve occupare quasi tutta l’inquadratura. Amazon consiglia immagini oltre i 1.000 pixel per lato, per permettere lo zoom, e almeno sei foto per prodotto.
Altri marketplace, come Zalando o eBay, hanno regole proprie su attributi, foto e categorie. Per questo la stessa scheda non si copia da un canale all’altro: si adatta.
Vendere all’estero: tradurre, non solo convertire
Per vendere in un altro Paese la scheda va scritta nella lingua di quel mercato, con le unità di misura, le taglie e le parole che usano davvero i clienti locali. Una traduzione letterale spesso sbaglia proprio i termini che le persone cercano.
C’è anche un obbligo di legge. Dal 13 dicembre 2024 si applica nell’Unione europea il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti (UE 2023/988). Per le vendite online, l’offerta deve mostrare almeno i dati del fabbricante, gli elementi per identificare il prodotto (compresa un’immagine) e le avvertenze e informazioni di sicurezza, in una lingua facilmente comprensibile per i consumatori del Paese in cui vendi.
Perché la completezza conta per Google e per l’intelligenza artificiale
Google spiega che per comparire nelle risposte generate con l’intelligenza artificiale, come AI Overviews e AI Mode, non servono accorgimenti speciali. Contano le basi: contenuti importanti scritti come testo, immagini e video di qualità, dati strutturati coerenti con quello che si legge in pagina, informazioni aggiornate in Merchant Center.
In pratica, una scheda completa ha più possibilità di essere trovata e citata. Una scheda con il solo titolo e una foto lascia poco da usare a tutti, cliente compreso.
Un ultimo consiglio: prova e misura. Riscrivi le schede di alcuni prodotti, confronta le vendite prima e dopo, e porta su tutto il catalogo la struttura che funziona meglio.
Un catalogo unico, tante schede
Con molti prodotti, più lingue e più canali, gestire le schede a mano non regge. La strada più solida è un catalogo unico, con tutti i dati in un solo posto, da cui ricavare la scheda giusta per il negozio online e per ogni marketplace. Quando cambia un dato, si aggiorna ovunque.
È il modo in cui lavoriamo nel progetto di negozio online: scriviamo noi i testi delle schede, usiamo le foto del marchio o organizziamo nuovi scatti con fotografi partner, e teniamo il catalogo su ReShark, la nostra piattaforma, da cui pubblichiamo sul negozio e sui canali della gestione marketplace.
Fonti
- Amazon Seller Central, nuovi requisiti per i titoli dei prodotti dal 21 gennaio 2025 (si apre in una nuova scheda)
- Amazon, come fare le foto dei prodotti (si apre in una nuova scheda)
- Google Merchant Center, attributo titolo (si apre in una nuova scheda)
- Google Search Central, funzionalità di intelligenza artificiale e il tuo sito web (si apre in una nuova scheda)
- Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, EUR-Lex (si apre in una nuova scheda)